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Turismo, senza Cig Covid 500mila lavoratori a rischio – Il Sole 24 ORE

2′ di lettura

Sono circa 500mila i lavoratori a rischio nel turismo. A dirlo Bernabò Bocca, presidente Federalberghi, che si rivolge direttamente a Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs sollecitando un incontro urgente per l’esame delle prospettive del settore e per la verifica dell’attuazione delle richieste avanzate dalle parti sociali a Governo e Parlamento. Il settore affronta una situazione drammatica e Bocca parla di grande crisi per gli hotel e del desolante scenario delle città d’arte private del turismo straniero mentre la quarta ondata aggrava la situazione economica e finanziari degli operatori. «È pressoché impossibile sopravvivere con questi dati. A fronte di ciò non hanno ad oggi (ieri per chi legge ndr) trovato riscontro i pressanti inviti rivolti al Governo e al Parlamento per l’adozione di misure emergenziali in favore del settore che abbiamo a più riprese congiuntamente richiesto e, in particolare, la proroga degli ammortizzatori sociali Covid-19». In relazione a quest’ultimo aspetto «l’impedimento nel poter fare ricorso all’integrazione salariale di emergenza sta portando – nelle realtà maggiormente colpite dalla crisi – alle aperture di tavoli sindacali per la riduzione di personale» rimarca il presidente.

Anche Confcommercio chiede la proroga Cig-Covid

Anche Confcommercio chiede con urgenza la proroga della Cig Covid al turismo e gli altri comparti del terziario in crisi. «Il riacutizzarsi dell’emergenza sanitaria impone, inoltre, di riattivare con urgenza la moratoria dei finanziamenti bancari circa 33 miliardi sospesi per le Pmi, per estenderla almeno fino al 30 giugno 2022, scongiurando la possibilità che ciò influisca sullo status creditizio dei beneficiari» ha chiesto Enrico Postacchini, componente di Giunta di Confcommercio con incarico per «Commercio e città» nel corso dell’audizione presso le Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera dei deputati sul Milleproroghe. Davanti alla Commissione è intervenuto Mauro Bussoni, segretario generale Confesercenti, che ha aggiunto «Trasporti turistici, agenzie di viaggio, ricettività alberghiera ed extra alberghiera rischiano di collassare. A Roma e in altre grandi città turistiche un albergo su tre è chiuso – aggiunge Bussoni -. Nelle città d’arte il tasso di occupazione è tra il 17 e il 19% delle camere disponibili. In questo quadro non solo sarà necessario prevedere nuovi sostegni, bisogna intervenire al più presto con misure che garantiscano l’attività ed il lavoro delle imprese più colpite».

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Persi 56 miliardi da inizio pandemia

risi pesante anche per i pubblici esercizi dove, per Roberto Calugi, direttore di Fipe-Confcommercio «La priorità è una soltanto: permettere di sopravvivere a questo ennesimo momento di emergenza, senza essere costretti a licenziare nessuno per non perdere competenze e professionalità che saranno determinanti al momento della ripartenza vera». Dall’inizio della pandemia sono stati persi 56 miliardi di incassi e hanno chiuso 45mila imprese. Tra gli interventi emergenziali oltre alla Cig Covid necessaria per tutelare circa 300mila occupati serve la proroga delle moratorie bancarie e un aiuto dalle amministrazioni locali per i dehors che moltiplicano all’esterno i tavolini. Per finire gli agriturismi che, secondo un primo bilancio di Coldiretti con l’associazione Terranostra, hanno chiuso il 2021 con quasi un milione di arrivi in meno rispetto al periodo pre pandemia. Anche per queste attività, che hanno visto dimezzarsi i ricavi, sono indispensabili sostegni.

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