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Senigallia, da modello per l’Europa alla sfida della transizione green e digital – Il Sole 24 ORE

3′ di lettura

L’agrifood, smart e sostenibile, come elemento portante di un’alleanza strategica non solo tra i produttori e i consumatori, ma anche tra il territorio e l’economia e all’interno di un ecosistema dove imprese, scuole, università, centri di ricerca, associazioni di rappresentanza e pubbliche amministrazioni progettano insieme un nuovo modello di business capace di creare nuove opportunità di crescita e di sviluppo.

Senigallia ha già percorso tanta strada in questa direzione, meritandosi pienamente il titolo di capitale della gastronomia: due chef stellati, piccoli (e straordinari) produttori di alimenti (dal pane alla pasta e ai gelati, dal vino alle chips), una scuola alberghiera (il Panzini, che ospita 1.200 studenti ), che fatica a soddisfare le richieste di figure professionali che arrivano dalle aziende; e poi una realtà ricettiva che negli anni ha saputo aggiornarsi e la spiaggia, morbida e vellutata (bandiera blu dal 1997), che ha nella Rotonda a Mare un simbolo nazionalpopolare. Il tutto al centro di un distretto biologico che ha l’ambizione di diventare il più grande d’Europa.

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Nelle Marche, in una delle regioni più manifatturiere d’Europa, Senigallia è anche la prima città per arrivi e presenze turistiche e l’essere un polo oramai affermato dell’agrifood non deve sembrare dunque una contraddizione, ma un punto di forza.

Intervenendo alla prima tappa del BusinessMeet di 24 ORE System, organizzato in collaborazione con CNA di Ancona e il Comune di Senigallia, lo sottolinea anche il presidente della Regione Francesco Acquaroli: “L’agrifood si contempla con la tradizione e l’identità di una terra che ha tanto da raccontare e che ha saputo, per la sua capacità e determinazione, proiettarsi in tante sfide in diversi settori: è un patrimonio che nell’attuale congiuntura assume ancora più valore e che non va alternato, magari accantonando singole attività. Al contrario, ogni specificità deve convivere accanto all’altra per consentire alle Marche di essere un unico modello di produzione e di promozione”.

E Senigallia sta riscoprendo questa necessità, “partendo dalla consapevolezza di essere un luogo capace di rapportarsi con il mondo”, dice il sindaco Massimo Olivetti, all’interno del quale “la fabbrica non sparisce ma si integra nel territorio, nella nostra comunità operosa, all’interno della quale agroalimentare e turismo sono i due settori di maggiore forza e che operano in strettissima relazione tra loro”.

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