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Olimpiadi Milano Cortina 2026, rischio stop senza nuovi fondi – Il Sole 24 ORE

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3′ di lettura

Non solo le opere destinate alle Olimpiadi Milano Cortina 2026, ma in generale tutte le grandi opere rischiano di non vedere la luce se non si metterà mano a una revisione dei prezzi: Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, lancia l’allarme nella giornata in cui il polo aeroportuale del NordEst illustra i numeri del rilancio e del ritorno dei viaggiatori.

«La revisione dei prezzi per le opere pubbliche è fondamentale per la riuscita effettiva delle opere di Milano-Cortina 2026», spiega Zaia: «Già ora in molti piccoli comuni le gare per la realizzazione di infrastrutture e opere pubbliche vanno deserte – ha continuato Zaia – Senza una revisione dei prezzi congrua e in tempi rapidi il rischio è che anche le opere olimpiche vedano uno stop». L’esempio è quello di un’opera molto attesa e finalmente approvata, la bretella ferroviaria inserita proprio nell’elenco degli interventi ferroviari funzionali alle prossime Olimpiadi invernali.

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Il collegamento ferroviario con l’aeroporto di Tessera consiste in una bretella lunga circa 8 chilometri, di cui 3,4 in galleria. Il progetto di collegamento ferroviario con l’aeroporto prevede la realizzazione di una connessione intermodale tra il “Marco Polo” e la rete ferroviaria esistente Venezia-Trieste, coerentemente con le direttive europee per l’incremento del trasporto su ferro e con le linee strategiche di sviluppo definite dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti, che hanno individuato in Venezia uno degli scali di interesse nazionale per i quali potenziare accessibilità e intermodalità. In ambito aeroportuale verrà realizzata una stazione interrata di due binari, che assicura l’accesso non solo ai treni regionali, ma anche quelli a lunga percorrenza. Il tutto per un costo preventivato di 475 milioni, «ma già sappiamo che si va da un 20 fino al 30% in più: sono almeno 100 milioni in più», avverte Zaia.

Il Covid frena gli investimenti

Il Covid ha rallentato il piano degli investimenti sul sistema aeroportuale del NordEst, «ma ora il processo riparte. La nostra sfida è accompagnare lo sviluppo con le infrastrutture che non devono arrivare nè troppo presto, nè troppo tardi», spiega Enrico Marchi, presidente del Gruppo Save. Oltre agli sviluppi di Venezia, con la nuova ala dell’aerostazione, riprendono a pieno ritmo i master plan di Treviso e Verona: previsti 50 milioni sul primo e 100 sul secondo, «e intendiamo rispettare tempi e costi», sottolinea Marchi, rimarcando come si tratti per la quasi totalità di opere in autofinanziamento. Gli scali del Nordest (Venezia, Verona e Treviso) sono, con Milano, la porta di accesso per atleti e pubblico delle Olimpiadi.

Il ritorno dei turisti

Le vacanze pasquali hanno dato una forte accelerazione alla ripresa del turismo, perfino inaspettata nei numeri. Nel 2019 – ormai l’anno di riferimento per la normalità – il polo aeroportuale del NordEst ha gestito 18,5 milioni di passeggeri su 60 milioni di presenze turistiche in regione. Poi la crisi pandemica. La prima reale ripresa è iniziata nel 2021: rispetto ai volumi di passeggeri realizzati nel 2019, Verona ha recuperato il 40% dei passeggeri, Treviso il 38%, Venezia il 30%. Una ripresa determinata in gran parte dalla forte componente di traffico domestico, il primo segmento tornato a volare. Il recupero di Venezia ha avuto un passo leggermente inferiore agli altri per via della sospensione di alcuni flussi internazionali, in particolare intercontinentali.

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