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HomeHotel & AlberghiNuovo tribunale all’ex Moscati: «Idea nata già nel 2015. Ma i 6 milioni del Ministero per adeguare la struttura di viale Italia non bastano» – Orticalab

Nuovo tribunale all’ex Moscati: «Idea nata già nel 2015. Ma i 6 milioni del Ministero per adeguare la struttura di viale Italia non bastano» – Orticalab

Presidente Zigarella, da qualche settimana tiene banco l’indiscrezione apparsa su queste colonne di un possibile trasferimento del Tribunale di piazza d’Armi nell’ex Moscati di viale Italia. Crede che sia un trasloco fattibile?

«Più che un trasloco fattibile mi sembra un trasloco necessario. Partiamo da un dato di fatto: l’attuale sede del Tribunale è vetusta e non corrisponde più ai parametri funzionali e di gestione che dovrebbe avere un Palazzo di Giustizia. Progettata negli anni 70, entrata in funzione nel ’77, la struttura rispondeva ad esigenze di utenti e funzionari che oggi non sono più le stesse. Il tribunale non dimentichiamo che ha quasi 50 anni e nel corso del tempo ha subito diversi interventi di lifting. Sono stati ripristinati i pilastri, a livello impiantisco è stata aggiunta la LAN ethernet e sono stati eseguiti tutta una serie di altri interventi che hanno provato a migliorarne la funzionalità. Ma nonostante questo oggi siamo arrivati ad un punto che la sede non è più adeguata rispetto ai nuovi parametri e alle nuove esigenze. È in atto un adeguamento dei sistemi antincendio e da 10 anni c’è in ballo anche un progetto di adeguamento sismico. Ma da allora non si sono fatti grandi passi in avanti».

L’ipotesi Moscati è balzata all’onore delle cronache già nel 2015. Dopo 7 anni però non se n’è quasi più parlato. Come mai?

«All’epoca dei fatti ero stato nominato responsabile della sicurezza dalla Procura di Avellino che allora era guidata dal Procuratore Rosario Cantelmo e ricordo che ai vari tavoli di concertazione con il Prefetto Carlo Sessa e il sindaco Paolo Foti furono avanzate diverse ipotesi. Cercavamo strutture dimensionalmente adeguate, ma sul territorio non c’era nulla che rispondesse a queste caratteristiche. Basti pensare che l’attuale Tribunale necessiterebbe di ulteriori spazi. Non a caso una parte dell’archivio della Procura si trova nella palestra della ex Scuola “Dante Alighieri” e tra poco da lì tutti quei faldoni dovranno essere trasferiti. Le idee che emersero allora sono le stesse che tengono banco oggi: la costruzione di una vera e propria cittadella giudiziaria come previsto anche dal PUC Cagnardi, l’utilizzo della Caserma “Berardi” e…»

E ovviamente l’ex ospedale “Moscati” di viale Italia

«Esattamente. Le dico anche che l’idea dell’ex Moscati era già di per sé una buona idea e resta tale anche adesso. Ma la questione è molto complessa e andrebbe affrontata con serietà e attenzione».

Si spieghi meglio

«Innanzitutto bisogna partire dalla destinazione d’uso dell’edificio che sorge tra via Colombo e Viale Italia e che è sanitaria e andrebbe cambiata. Ma questo è il male minore. Poi c’è la questione della proprietà che per il momento è della Regione Campania e non del Comune di Avellino e anche questo è un aspetto non proprio secondario. Poi sulla struttura pende un mutuo cartolarizzato per interventi effettuati in passato e questa questione andrebbe approfondita. E poi, come il vecchio Tribunale, la struttura di viale Italia andrebbe adeguata sismicamente. Essendo stato un ospedale, poi, andrebbe rifunzionalizzato dal punto di vista degli spazi, degli ambienti, dei servizi e degli impianti».

Insomma, stiamo parlando di interventi molto importanti che andrebbero quanto meno programmati e che ovviamente avrebbero un costo molto alto in termini economici e di tempi di realizzazione

«L’idea di spostare il Tribunale in una struttura in centro città e di dare una funzione ad uno scheletro abbandonato come quello dell’ex Moscati, inutilizzato e soggetto ad atti vandalici, resta in potenza una buona idea. Ma sono tante le criticità da affrontare. Non posso quantificare quanto possa occorrere in termini di spesa, ma di certo quei 6 milioni di euro stanziati dal Ministero emergevano da un progetto, un computo metrico e un quadro economico definiti dalle esigenze dell’attuale Tribunale. Calare così quelle cifre su un’altra struttura ha poco senso. Le dimensioni dell’ex Moscati mi sembrano decisamente superiori. Per questa struttura, poi, non parliamo solo di adeguamento sismico come nel caso di Palazo di Giustizia, ma parliamo di efficientamento energetico, adeguamento funzionale degli ambienti, di nuovi impianti in linea con i tempi. Credo che questi 6 milioni siano insufficienti per fare tutti questi interventi e parlare di un trasferimento a viale Italia senza un progetto preliminare su cui ragionare è aria fritta. Per adesso quella del Moscati mi sembra una semplice idea che andrebbe approfondita e poi ricordo che anche l’ASL ci aveva messo gli occhi sopra per spostare gli uffici di Via Degli Imbimbo».

E come giudica, invece, la possibilità che sembrerebbe tramontata, di realizzare in project financing una Cittadella giudiziaria all’interno della scheda di Nuovo insediamento Ni01?

«L’idea di utilizzare gli spazi della Ni01 non è di certo sbagliata. Costruire in quella scheda di piano altre unità immobiliari dopo il Superbonus sarebbe azzardato o comunque non proprio in linea con l’andamento del mercato e con le esigenze della città. Se si vuole recuperare una intera città, non solo in campo edilizio, ma la si vuole risvegliare e rendere di nuovo viva e attrattiva questa potrebbe essere la strada giusta. Realizzare lì il tribunale potrebbe rilanciare il PUC nella sua visione pubblica. Ma anche in questo caso, parliamo di una semplice idea che andrebbe valutata con serietà. Non si sta giocando ad Hotel. Bisogna fare un bilancio dei costi e dei benefici».

E lei sarebbe in grado di farlo?

«La domanda dovrebbe rivolgerla a chi amministrerà la città da qui ai prossimi anni. Conviene utilizzare l’ex Moscati o costruire un Tribunale nuovo? E se il Moscati non diventa il nuovo Tribunale che progetti ci sono per quella struttura in un’ottica di riuso del suolo? E se il vecchio Tribunale verrà dismesso cosa si farà dell’area che gravita attorno a piazza d’Armi? Sono tutti interrogativi seri che meriterebbero delle risposte concrete. Sono tutte straordinarie opportunità per la città di Avellino e andrebbero eviscerate attorno ad un tavolo dove si dovrà costruire una visione di città di medio e lungo periodo e che non può avere come orizzonte temporale questa o la prossima consiliatura. Ci vuole uno sforzo di visione sull’utilizzo delle strutture cittadine e sulle funzioni che si vogliono dare a questi brani della città che parta dalla fotografia dell’attuale e arrivi a 30 anni. E questa visione al momento manca e non può essere la visione soltanto di un sindaco, ma deve essere una visione concertata, arricchita dal contributo di tutti gli attori e gli stackholder che vivono la città».

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