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Guberti (CamCom): «Covid e ‘caro energia’ rischiano di essere un colpo mortale per le imprese di Ravenna e provincia»» – Settesere

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Elena Nencini
Situazione ancora difficile per tutto il sistema delle imprese a causa della pandemia, ma anche del caro energia: a questo proposito la Regione Emilia-Romagna ha destinato circa 30 milioni per ulteriori ristori ad alcune categorie. Ad interessare in particolare il nostro territorio è il bando linea B che comprende dieci settori particolarmente colpiti dalla pandemia. Giorgio Guberti, commissario straordinario della Camera di Commercio di Ravenna, spiega la situazione del territorio e il bando ristori.
Guberti, la situazione è ancora pesante per le imprese?
«Si. Francamente ci aspettavamo qualcosa di diverso a questo punto, invece la pandemia, il costo delle materie prime, il caro energia stanno aggravando  una situazione già difficile. Adesso i ristori sono molto importanti, perché quelli erogati finora non sono stati sufficienti a coprire le perdite».
Cosa state facendo come Camera di Commercio di Ravenna?
«Fin dall’inizio della pandemia abbiamo cercato di essere vicini alle imprese, anche l’anno scorso con il bando dei ristori per i pubblici esercizi gestiti direttamente dalle Camere di commercio locali, che ci ha permesso di attribuire rapidamente la liquidazione del contributo. Questo bando invece sarà gestito direttamente da Unioncamere regionale con il supporto delle Camere, ma non sarà molto differente». 
A chi è rivolto il bando ristori?
«Copre 10 settori particolarmente in crisi delle attività del nostro territorio, con perdite dovute principalmente alla pandemia, dal trasporto turistico al wedding, ai parchi tematici alle attività ricettive nei comuni con più di 30mila abitanti. Sono dieci settori che comunque hanno attraversato forti difficoltà, non parliamo delle discoteche e delle sale da ballo. Un grave danno che ha colpito omogeneamente tutti i settori. Adesso anche le associazioni di categoria dovranno giocare un ruolo molto importante».
Pensa che i contributi del fondo siano sufficienti?
«Non è mai abbastanza, ma la Regione sta facendo sforzi non indifferenti. Le cifre non sono poche, sul trasporto turistico parliamo di 2 milioni di euro, 7 milioni per il settore matrimoni, 2 milioni e mezzo per gli alberghi, 6 milioni e 900mila per il commercio e il dettaglio. Sono soldi che fanno sempre comodo. L’importante è non lasciare indietro nessuno. Noi dobbiamo correre nella stessa direzione per poter continuare a competere. Non dobbiamo lasciare indietro nessuno. È il nostro compito e continueremo a farlo. Anche quest’anno abbiamo programmato degli interventi per aiutare le imprese con contributi per le start up, per la digitalizzazione, per affrontare la ripartenza. Risorse della Camera che si affiancano ai bandi regionali».
L’aumento dell’energia quanto pesa in una situazione difficile?
«E’ uno dei grossi problemi che abbiamo: le relazioni degli Uffici Studi delle varie realtà associative ci dicono che c’è una forte caduta, anche a gennaio, per la produzione industriale. Il caro energia ha frenato la crescita, bisogna programmare interventi strutturali. Su alcune attività il caro energia ha influito del 400-450%».
Quali i settori più colpiti?
«Tutti, l’industria li ha subiti di più, l’artigianato produttivo, il manifatturiero, ma anche il costo dell’elettricità per alberghi e ristoranti. In proporzione anche una piccola attività è colpita; sono colpite le famiglie, le microimprese. E’ un colpo mortale per alcuni. Dobbiamo evitare che si arrivi a questo. Dobbiamo impedirlo. L’Italia ha una necessità urgente di tempestive strategie di approvvigionamento di energia. Anche se c’è un dato che ci fa ben sperare: il saldo delle imprese sul nostro territorio è positivo, c’è stata una grande crescita delle imprese di costruzione grazie al superbonus. Questo ha trainato anche le agenzie immobiliari, che segnano un +50 agenzie rispetto al 2020. Le imprese di costruzioni invece sono 144 in più rispetto al 2020, dato che risente positivamente della performance dell’artigianato con 107 imprese artigiane».
Cosa si può fare nel concreto?
«Dobbiamo andare avanti, essere concreti, non si deve disperdere nulla, anche i soldi che arriveranno dal PNRR devono essere spesi nel modo giusto, i tempi sono stretti e bisogna evitare a tutti i costi la cattiva burocrazia, se no rischiamo di perdere delle opportunità. Come dice il presidente di Abi Antonio Patuelli il patto di stabilità dovrà diventare prima un patto di crescita poi di stabilità».

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