Widget Image
Post Popolari
Seguici anche su:

HomeSuperbonus TurismoFrode milionaria con il superbonus 110%, indagini anche in Calabria – Quotidiano online

Frode milionaria con il superbonus 110%, indagini anche in Calabria – Quotidiano online

ROMA – Quasi dieci miliardi di euro all’anno di tagli strutturali ai costi dell’energia, più un raddoppio della produzione nazionale di metano. Sono le misure che il governo sta studiando per combattere il caro bollette. Un intervento dal valore di circa 1,2-1,3 miliardi derivanti dall’extragettito dei proventi sulle aste Ets e un altro possibile intervento sull’extraprofitto generato dall’aumento del prezzo del gas anche per l’energia prodotta dalle rinnovabili. E’ il contenuto del decreto per calmierare gli aumenti delle bollette che è atteso in Consiglio dei ministri.

Le risorse dovrebbero sommarsi per il primo trimestre 2022 ai 3,8 miliardi stanziati in manovra ma se l’intervento reso possibile dalle aste Ets viene considerato pressoché certo si starebbe ancora lavorando sulla materia, molto complicata, degli extraprofitti. In Cdm, come annunciato, è atteso poi un nuovo pacchetto di sostegni, da circa un miliardo, per le attività colpite dalle nuove misure anti Covid. Tra le misure ci sarebbero gli aiuti alle discoteche, al comparto moda e tessile, al catering, risorse andranno anche al fondo unico per il turismo e dovrebbero esserci aiuti per il trasporto pubblico locale e, per Regioni e Comuni, anche per voci come l’illuminazione pubblica.

Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, le ha spiegate in audizione davanti alle Comissioni Industria di Camera e Senato. Nel mondo, i prezzi dei carburanti continuano a salire. Il petrolio è ai massimi da 7 anni, a 84,99 dollari al barile. Il metano sulla piazza di Amsterdam è arrivato a 79,29 euro al megawattora.

“Non credo che potremo tirare fuori soldi cash ogni trimestre per le bollette, come abbiamo fatto finora” ha spiegato Cingolani in Senato. Per calmierare le tariffe, l’esecutivo ha sborsato 1,2 miliardi a luglio dell’anno scorso e 3,8 a dicembre. Ma con i venti di guerra in Ucraina, la Cina che rastrella tutto il metano sul mercato per uscire dal carbone, e le rinnovabili che stentano a decollare, il gas resterà caro a lungo. Così, ha aggiunto Cingolani, “per il nostro paese, come per gli altri in Europa, è arrivato il momento di una strategia strutturale”. Le misure allo studio sono quelle di un documento presentato dal Mite al premier Draghi durante le feste. Tre miliardi di euro all’anno potrebbero essere recuperati dalla cartolarizzazione degli oneri di sistema sulle bollette, cioè dal rinvio del loro pagamento. Un altro miliardo e mezzo potrebbe arrivare stabilmente dalle aste Ets, cioè dal sistema europeo di acquisto di permessi per emettere CO2 (è lo strumento già usato l’anno scorso). Un miliardo e mezzo potrebbe essere ricavato dal taglio degli incentivi sul fotovoltaico, uno o due dal taglio di quelli sull’idroelettrico. Sono soldi che alle fonti pulite non servono più, visto che oramai costano meno del gas.

Cingolani ha ricordato che l’Italia si batte per una riforma del mercato dell’energia a livello europeo, mentre in patria deve spingere sulle rinnovabili. Per queste si studiano nuovi incentivi, ma “serve un patto di collaborazione fra il governo e le Regioni, che gestiscono le aree”. Giovedì in Consiglio dei ministri non è affatto sicuro che tutte queste misure vengano inserite in un dl. Troppo complesse le materie: secondo i tecnici, serve molto più tempo. Al momento, l’unico provvedimento pronto è l’utilizzo dei fondi Ets, già collaudato l’anno scorso. Sul resto però, c’è un pressing fortissimo del mondo politico, specie della Lega.

Link all’articolo Originale tutti i diritti appartengono alla fonte. Disclaimer

Rate This Article:
No comments

leave a comment