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Consiglio dei ministri approva decreto su sostegni e bollette. Ecco le misure – Il Sole 24 ORE

Per energivori credito imposta al 20% spese energia

Nel dl sostegni ter arrivano 540 milioni di euro per l’anno 2022 per ridurre le bollette per gli energivori. Alle imprese a forte consumo di energia elettrica i cui costi per kWh della componente energia elettrica, calcolati sulla base della media dell’ultimo trimestre 2021 ed al netto delle imposte e degli eventuali sussidi, hanno subìto un incremento del costo per KWh superiore al 30% relativo al medesimo periodo dell’anno 2019, anche tenuto conto di eventuali contratti di fornitura di durata stipulati dall’impresa, «è riconosciuto un contributo straordinario a parziale compensazione dei maggiori oneri sostenuti, sotto forma di credito di imposta, pari al 20% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel primo trimestre 2022».

Stop tasse a discoteche, aiuti ai commercianti

Tasse sospese per sale da ballo, discoteche e locali assimilati chiusi per decreto fino a fine gennaio, aiuti a fondo perduto per attività di commercio al dettaglio che hanno subito una riduzione del fatturato nel 2021 non inferiore al 30% rispetto al 2019, e rifinanziamento da 20 milioni di euro del fondo per i parchi tematici, acquari, parchi geologici e giardini zoologici. Lo prevede una bozza del decreto sostegni. Per le discoteche vengono sospese le ritenute alla fonte e le trattenute dall’addizionale regionale e comunale, e l’Iva. Tutto dovrà essere versato in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2022.

Per turismo e bar cig scontata fino a marzo

Ricorso alla cig scontato per hotel e agenzie di viaggio, ristoranti, bar, mense e catering, parchi divertimento, stabilimenti termali, discoteche, sale da ballo e sale giochi, ma anche per i musei e radio taxi. Lo prevede la bozza del nuovo decreto Sostegni. I datori di lavoro che, dal primo gennaio al 31 marzo 2022, sospendono o riducono l’attività ricorrendo agli ammortizzatori sociali, sono esonerati dal pagamento della contribuzione addizionale. Questa ammonta al 9% della retribuzione per le richieste di cig fino a 52 settimane; al 4% per chi utilizza il Fondo di integrazione salariale. Sono destinati 80,2 milioni per il 2022.

Sostegni commercio dettaglio con fatturato 2019 fino a 2 milioni

Nel provvedimento che è approdato sul tavolo del Governo, anche misure di sostegno alle imprese e agli operatori economici travolti dalle nuove misure restrittive messe in campo per arginare la crescita dei contagi Covid. Nel complesso le risorse complessive dovrebbero essere pari a 1,6 miliardi. Arriva un “Fondo per il rilancio delle attività economiche”, istituito presso il Mise a sostegno del commercio al dettaglio. Lo prevede la bozza del decreto legge all’esame del Consiglio dei ministri, che quantifica gli oneri per il 2022 in 200 milioni; gli aiuti sono in forma di contributo a fondo perduto e per accedervi le imprese devono presentare un ammontare di ricavi riferito al 2019 non superiore a 2 milioni e aver subito una riduzione del fatturato nel 2021 non inferiore al 30% rispetto al 2019. Le risorse saranno ripartite secondo questi criteri: 60% per i soggetti con ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 non superiori a 400 mila euro; 50% per i soggetti con ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 superiori a 400 mila euro e fino a 1 milione; 40% per i soggetti con ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 superiori a 1 milione e fino a 2 milioni.

40 milioni a ristoranti “mobili”, bar e piscine

Organizzatori di feste e cerimonie, ristoranti e attività di ristorazione mobile, bar e altri esercizi simili senza cucina, gestione di piscine. Sono le 4 voci Ateco a cui sono destinati 40 milioni di euro, secondo quanto prevede la bozza del decreto legge sostegni ter. Potranno accedere alle risorse le attività che presentano cumulativamente i seguenti requisiti: nell’anno 2021, hanno subito una riduzione del fatturato non inferiore al 40% rispetto al fatturato del 2019; hanno registrato, nel periodo d’imposta 2021, un peggioramento del risultato economico d’esercizio in misura pari o superiore alla percentuale definita con il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze numero 73 del 2021.

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