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Bonus alberghi 2022: no a 80%! Agenzia Entrate è per il 65% – Trend-online.com

Il Bonus alberghi 2022 non è sempre all’80%!

Stiamo parlando di un bonus che sta aiutando diversi hotel e resort a ripartire dopo due anni d’inferno dovuto alla pandemia di Covid e al crollo dell’indotto turistico internazionale.

Oltre a questo bonus il Governo Draghi aveva reso disponibile una serie di agevolazioni fiscali e crediti grazie al Decreto Sostegni Ter, varato il 24 gennaio 2022, a poche settimane dalla conferma della Manovra di Bilancio 2022.

Per quanto molto utile, in realtà il bonus in questione già presenta alcune problematiche, in particolare per la questione del credito d’imposta. Secondo quanto previsto dal suo decreto normativo, dovrebbe essere all’80%. In realtà per alcuni interventi e lavori l’Agenzia delle Entrate ha previsto una percentuale diversa, cioè il 65%.

Fortunatamente si potrà avere a proprio vantaggio un contributo a fondo perduto, anche se solo del 50% sulle spese, e con un due tipologie di massimali predefiniti.

Per saperne di più ti suggerisco il video di Maurizio della Porta, disponibile su Youtube e sul suo canale.

A questo si aggiunge anche alcune disposizioni per regolarizzare la propria posizione fiscale nei confronto dell’Agenzia delle Entrate, stavolta relative al Decreto Sostegni Ter.

In questo articolo faremo il punto della situazione, e vedremo in cosa consiste questo bonus e quando spetta un credito all’80% e quando al 65%.

Come funziona il bonus alberghi 2022?

Il bonus alberghi 2022, o Superbonus Hotel 2022, è un supporto economico che non ha nulla a che vedere col Decreto Sostegni Ter di gennaio, almeno da un punto di vista normativo.

E’ stato introdotto dal decreto legge 152/2021 in attuazione del PNRR (acronimo per Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), e prevede in questo caso due contributi:

  • un credito d’imposta,
  • un contributo a fondo perduto.

Per entrambi non si parla di cifre fisse, se non per quanto riguarda il contributo a fondo perduto, ma solo percentuali da applicare sulle spese.

Nel primo caso si parla di un credito d’imposta all’80%, mentre per il contributo è garantita una copertura fino al 50% sulle spese, purché con massimale di spesa tra 40.000 euro a (massimo) 100.000 euro.

Quest’ultimo però sarà disposto solo se verranno rispettati alcuni requisiti cruciali per il PNRR, quali impegni per la digitalizzazione della propria impresa, l’interesse alle assunzioni in quota rosa (oltre che per l’imprenditoria femminile), e l’incentivo alle imprese del Mezzogiorno, zona economica che ha subìto in particolare i danni del Covid e delle crisi economiche precedenti.

Va detto però che l’Agenzia delle Entrate non riconosce sempre la percentuale dell’80% per il credito d’imposta. Addirittura è prevista una percentuale più bassa, del 65%, se si prevede a condurre alcuni specifici interventi.

Bonus alberghi 2022: Agenzia delle Entrate dispone solo il 65%! Ecco quando

Come già segnalato da ransomtax.it, ti spetta il credito d’imposta all’80% con il bonus alberghi 2022 solo se provvedi a spese relative alla riqualificazione della tua struttura alberghiera.

Per comprendere quali sono questi interventi, bisogna andare a rivedere le disposizioni di cui all’art. 10 del suddetto Dl. 83/2014, che stabiliscono come interventi validi per il credito d’imposta all’80%:

  • manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione;
  • eliminazione delle barriere architettoniche;
  • incremento dell’efficienza energetica;
  • acquisto di mobili e arredi.

In pratica i lavori che già si potrebbero richiedere se si provvede a far domanda per alcuni bonus Casa, quali bonus facciate 2022, Superbonus 110% e bonus mobili 2022.

Diversamente, l’Agenzia delle Entrate limita il credito d’imposta al 65% solo se si tratta di interventi di ristrutturazione. Da una parte è svantaggioso, perché perdi il 15% rispetto ad un semplice intervento di risanamento o di efficientamento energetico.

Dall’altra però è vantaggioso, perché questo credito d’imposta riguarda tutte le spese sostenute durante ben tre periodi di imposta, che vanno dal 1 gennaio 2020 al momento della richiesta. Cioè una copertura triennale. E a questa si aggiunge anche un massimale di spesa non indifferente, pari a 307.693,30 euro, quindi avresti come rimborso fino a 200.000 euro per le ristrutturazioni.

A questo va segnalato anche il fatto che tale beneficio non sarà disposto, come per altre detrazioni fiscali, attraverso l’erogazione di ripartizioni annuali di pari importo, ma in unica soluzione, come compensazione nel modello F24.

Se non altro non rischi che tali importi concorrano alla formazione del redditi a fini di imposte, così come per la determinazione della quota di interessi passibili.

Chi può accedere al bonus alberghi 2022 secondo l’Agenzia delle Entrate?

Il bonus alberghi 2022 è disponibile solo per tutte le attività che risultino registrate, tramite contratto regolare, come attività ricettiva o servizio turistico, purché presso immobili o aree di proprietà di terzi.

Se vogliamo essere ancora più specifici, si tratterebbero pertanto dei seguenti edifici:

  • imprese del comparto turistico, ricreativo, 
  • imprese del comparto fieristico e congressuale,
  • stabilimenti balneari, termali e turistici,
  • parchi tematici, acquatici e faunistici.

In pratica si parla di tutte le attività che rientrano nei seguenti codici Ateco (acronimo per i codici relativi ad un’ATtività ECOnomica), disponibili al seguente link.

A sua volta possono accedere anche le imprese che hanno in cantiere alcuni progetti relativi alla digitalizzazione e all’efficientamento tecnologico ed ecologico, così come quelli che rientrano nelle categorie relative all’imprenditoria femminile o alle start-up, cioè a società di persone e capitali con oltre il 60% di organico composto da soggetti under35.

E per le imprese situate nel Meridione italiano. Per loro addirittura il massimale di spesa arriva fino a 100.000 euro, con tanto del 30% di anticipazione se si rilascia un’ulteriore garanzia.

Va aggiunto che si potrà richiedere anche come soluzione la cessione del credito, un po’ come già previsto per i bonus Casa sopra menzionati.

Bonus alberghi 2022: quando si può cedere il credito d’imposta 2022?

Il bonus alberghi 2022 prevede la possibilità di cedere il proprio credito d’imposta, anche se si parla del 65% e non dell’80% come previsto dalla norma.

Ovviamente la norma relativa alla cessione del credito, specie dopo tutti gli accertamenti fiscali svolti tra novembre 2021 e febbraio 2022, non è più quella dapprima disponibile.

Da febbraio infatti, con la norma introdotta dall’articolo 28 del decreto Sostegni ter, è stata posta una limitazione all’uso della cessione del credito, una specie di salvaguardia per i crediti già oggetto di cessione alla data del 7 febbraio 2022, (differito al 17 febbraio dall’Agenzia delle Entrate).

Se per esempio tu potevi prima cedere il credito a moltissimi soggetti giuridici o finanziari, una volta che diventerà operativa la nuova norma non potrai più cedere il credito oltre il terzo soggetto. In pratica, oltre la prima volta, potrai cederlo solo altre due volte, e solo a istituti bancari, imprese finanziarie e agenzie tutelate dal loro albo professionale.

Inoltre ogni ulteriore frammentazione del credito non sarà più eseguibile. Con la nuova norma tutti i crediti saranno rintracciabili attraverso un codice univoco di autentificazione, pertanto non si potrà più frammentarlo.

Le norme in questione entreranno in vigore dal 1 maggio 2022, e potrebbero creare forse qualche problema all’attuale sistema creditizio, in particolare per tuti coloro che attualmente dipendono dalla cessione dei crediti tramite istituti bancari e finanziari. Cioè non poche aziende.

Copywriter, classe 1994.
Sono nato ad Arezzo alle prime luci dell’alba dell’ultimo giorno di Settembre.
Laureato nel 2019 in Strategie e tecniche della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Siena, non riesco a smettere di scrivere da quando avevo 19 anni.
Appassionato di scrittura e grafica, anche durante gli studi ho contributo ad alcune pubblicazioni, e progetti grafici ed editoriali, presso alcuni enti e aziende della mia provincia di residenza.
Metodico e rigoroso, per me la scrittura è sempre stata una forma di terapia, e anche di preghiera.

Il mio motto? “Trovare sempre la quadra”.

Link all’articolo Originale tutti i diritti appartengono alla fonte. Disclaimer

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