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Accelerata sulla semplificazione burocratica – ItaliaOggi.it – Italia Oggi

Brunetta

Il governo accelera sulla semplificazione della burocrazia. A indicare l’obiettivo è il Pnrr che entro l’orizzonte del 2026 richiede di riscrivere 600 procedure. Dagli appalti all’ambiente, dall’edilizia al commercio, dall’energia alla pubblica sicurezza, dal turismo all’eliminazione delle barriere architettoniche a beneficio dei cittadini diversamente abili. Le parole d’ordine saranno: eliminazione delle autorizzazioni non giustificate e degli adempimenti non necessari, estensione della Scia e del silenzio assenso, uniformità di regole tra stato regioni e comuni, modulistica standard e digitalizzazione delle procedure per edilizia ed attività produttive in modo da rilanciare l’attività dei rispettivi sportelli unici (Suap e Sue).

Il primo step del cammino verso la semplificazione sarà l’avvio di una consultazione pubblica aperta a cittadini, categorie produttive, sindacati, associazioni del terzo settore, che attraverso «un lavoro corale» (come auspicato dal ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta) getterà le basi per una p.a. più semplice e moderna. La strada è stata già tracciata l’anno scorso con le riforme messe in campo da palazzo Vidoni per dimezzare i tempi delle valutazioni ambientali (Via), velocizzare le procedure di affidamento, rafforzare il silenzio assenso e i poteri sostitutivi, semplificare le pratiche di Superbonus, dimezzare i tempi per le autorizzazioni sulla banda ultralarga.

La semplificazione burocratica sarà uno dei capisaldi della road map disegnata dal Brunetta (e illustrata mercoledì in cdm) per centrare gli obiettivi che il Piano nazionale di ripresa e resilienza impone di raggiungere entro giugno 2022. Con il decreto-legge n. 80/2021 sul reclutamento e l’art. 10 del decreto-legge n. 44/2021 che ha velocizzato i tempi dei concorsi pubblici, il ministero della p.a. ha in pratica già attuato la milestone M1C1-56 che prevedeva entro il 30 giugno l’entrata a regime delle norme abilitanti per la riforma del pubblico impiego. Una volta conclusa la stagione dei rinnovi contrattuali (dopo il comparto delle funzioni centrali sarà la volta di sanità ed enti locali) palazzo Vidoni potrà concentrarsi sulla messa a terra definitiva delle nuove regole che il Pnrr chiede di concludere entro il 30 giugno 2023 (milestone M1C1-58).

Assunzioni e personale

Dopo lo sblocco di oltre 45.000 posti rimasti arenati durante la pandemia, palazzo Vidoni prevede per il 2022 la pubblicazione di bandi per altre 100.000 assunzioni in tutte le amministrazioni. L’obiettivo è sbloccare, nei cinque anni di durata del Pnrr, un milione di nuovi ingressi nella PA, tra assunzioni ordinarie e incarichi di collaborazione. Entro il primo semestre del 2022 sarà modificato il dpr 487/1994, per disciplinare in maniera organica le procedure di concorso, affiancando alle nuove modalità semplificate e digitalizzate definite dal dl 44 nuovi metodi di selezione che integrino le prove tradizionali con meccanismi volti a valutare, oltre alle competenze tecniche, anche le soft skill (capacità gestionali, relazionali, motivazionali, problem solving, ecc.).

Per considerare del tutto completata la milestone M1C1-56, il governo dovrà chiudere entro il 30 giugno 2022 i rinnovi contrattuali del pubblico impiego per il periodo 2019-2021. Dopo la firma, il 5 gennaio, dell’accordo per il comparto funzioni centrali, le trattative per i Ccnl di sanità ed enti locali sono in fase avanzata. Oggi le Confederazioni (Cgil, Cisl, Uil, Confsal, Cgs, Cse) e le organizzazioni sindacali (Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fials, Nursind e Nursing up) sono state convocate dall’Aran per proseguire le trattative sul rinnovo del contratto della sanità. Per quanto riguarda il contratto degli enti locali, le parti si incontreranno l’8 febbraio.

Semplificazioni

L’Europa si attende l’entrata in vigore dei provvedimenti attuativi in materia di semplificazione (milestone M1C1-57) entro il 31 dicembre 2022. Anche su questo fronte il dicastero di Brunetta si è portato avanti con le riforme (in particolare il dl 77) approvate l’anno scorso. Ora partirà la consultazione pubblica sulle procedure da riscrivere, primo step di un graduale percorso che porterà il governo a semplificare entro la fine del 2024 un set di 200 procedure a cui ne seguiranno ulteriori 50 di diretto interesse dei cittadini entro la fine del 2025. Il completamento del catalogo dei procedimenti, con 600 procedure semplificate, dovrà avvenire entro il 30 giugno 2026.

Il ministero punta a eliminare le autorizzazioni non giustificate da motivi imperativi di interesse generale e gli adempimenti non necessari. Sono previsti inoltre l’estensione della Scia e del silenzio assenso, così come l’adozione di regimi uniformi condivisi con regioni e comuni. Verranno predisposti e adottati moduli standard sulla falsariga di quanto già predisposto per le comunicazioni di inizio lavori sul Superbonus 110%. L’ultimo tassello sarà la digitalizzazione delle procedure per edilizia ed attività produttive con l’obiettivo di rilanciare l’operatività dei rispettivi sportelli unici (Suap e Sue) attraverso la definizione di standard tecnici di interoperabilità condivisi. Cittadini e imprese dovranno poter contare su un’interfaccia unica («one stop shop») a prescindere dalla ripartizione delle competenze tra amministrazioni. Sul fronte della semplificazione non va dimenticato il Piao, il Piano integrato di attività e organizzazione introdotto dal dl 80/2021 per facilitare gli adempimenti in capo alle singole amministrazioni e, al tempo stesso, assicurare a ciascun ente uno strumento di programmazione integrata e di gestione strategica di tutte le attività, dalla valutazione della performance alla formazione, dalla parità di genere all’organizzazione dei dipendenti nei singoli uffici. Il Piao dovrà essere adottato entro il 30 aprile, secondo lo schema tipo predisposto dalla Funzione pubblica.

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